Come usare gli hashtag sui Social Media

hashtag sui social
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Perché si utilizza quel tipo di hashtag e non un altro? Perché quel post ne contiene 5 e non 10?

Dubbi e domande legittime che gli utenti, sempre più interessati ai segreti dei social network, ci rivolgono in continuazione alla ricerca di risposte universalmente vere. La realtà è che una legge assoluta non esiste, soprattutto nel mondo online: la strategia nella scelta degli hashtag varia a seconda della piattaforma su cui lavoriamo, ognuna delle quali presenta caratteristiche specifiche che rendono differente l’efficacia degli hashtag.

Cosa sono gli hashtag?

Gli hashtag sono etichette che rappresentano gli argomenti specifici di cui tratta il singolo post e vengono contrassegnati dal cancelletto #, uno dei simboli indiscussi dell’universo dei social media.
Per attivare l’hashtag, bisogna inserire il simbolo # seguito (senza spazi) da uno dei temi del post da pubblicare. Se parliamo di politica internazionale, ad esempio, questi possono essere hashtag idonei:

Trump ha intenzione di importare meno prodotti dal continente europeo, che strategia ha in mente? #politica #relazioniinternazionali #importexport

A cosa servono gli hashtag sui social

Non sai di cosa parlare nel tuo prossimo post? Ti manca l’idea per far breccia nel tuo pubblico? In questo senso gli hashtag possono essere utili perché propongono una serie di temi di tendenza in quel momento specifico, i cosiddetti trend topics, gettonatissimi soprattutto su Twitter: in questo modo avrai una maggiore visibilità e l’opportunità di conquistare nuovi follower interessati alla tua attività.

Una delle funzionalità più interessanti è anche quella di raccogliere tutti i post relativi a un tema specifico in un’unica pagina archivio, a cui si accede facendo clic sull’hashtag. Qui si potranno visionare i post più rilevanti sul tema specifico, trovando spunti per nuove idee prendendo ispirazione dalle migliori pubblicazioni.

In linea generale, però, la funzione degli hashtag varia moltissimo nelle varie piattaforme social. Per questo è necessario fare chiarezza e distinguere l’impatto degli hashtag nei diversi contesti: mentre per Instagram e Twitter l’hashtag è considerato un fattore determinante, per Facebook le opinioni sono contrastanti. Vediamo insieme.

Gli hashtag per Instagram

Sono davvero necessari gli hashtag per Instagram? Assolutamente sì. Chi lavora su Instagram riesce a migliorare le performance dei propri account anche grazie alla scelta degli hashtag.

Il pensiero comune è quello di individuare e inserire solo gli hashtag più popolari. La scelta più strategica è invece quella di puntare anche sugli hashtag più popolari, ma non solo: una delle best practices è quella di selezionare 30 hashtag (il massimo concesso da Instagram), bilanciando hashtag molto popolari, mediamente popolari e infine quelli di nicchia.

In questo modo vengono coperti gli argomenti di maggiore popolarità, ma anche quelli più specifici: magari i like sul post potrebbero essere di meno, ma chi avrà fatto doppio clic sulla foto sarà un utente realmente interessato alla tua attività.

Uno dei modi per iniziare a elaborare la giusta strategia su Instagram è quello di seguire sia i profili affini, sia gli hashtag che caratterizzano la tua attività e il tuo brand. Se ti occupi di orologi e vuoi iniziare, ad esempio, una campagna di Instagram Shopping, è importante studiare la strategia dei tuoi competitors, andando a “spulciare” i post pubblicati all’interno degli archivi di hashtag relativi al tuo settore, come #watch #watches #orologi e tanti altri ancora: in questo modo avrai idee più chiare su come orientare le tue campagne Instagram.

Hashtag Twitter: una vera e propria istituzione

Se dovessimo accostare il termine hashtag a un social network, lo assoceremmo senza dubbio a Twitter, se non altro perché inizialmente il concetto di hashtag è andato di pari passo con la piattaforma di San Francisco.

A differenza di Instagram, Twitter ha attualmente un limite massimo di 280 caratteri, il che obbliga ad essere più brevi e diretti. Tutto ciò ha un grande impatto sul numero di hashtag da includere nel testo: solitamente se ne consigliano dai 2 ai 5, ma dipende sempre dalla tipologia di post. La cosa davvero importante è che la presenza degli hashtag non disturbi il lettore, ma che invece contribuisca a rendere il post scorrevole, incisivo e soprattutto rilevante per i follower.

Facebook e Hashtag: il matrimonio non s’ha da fare?

Non è semplice dare una risposta definitiva, ma sembra che tra Facebook e hashtag non sia proprio sbocciato l’amore. Per diversi motivi nel corso degli anni gli addetti ai lavori non hanno reputato efficace l’utilizzo degli hashtag su Facebook. A cosa è dovuta tale incompatibilità?

Gli esperti di Facebook considerano gli hashtag una distrazione per l’utente: ovvero, se vuoi promuovere un’attività o un brand, gli hashtag collocati alla fine del post (ancor peggio all’interno) tendono a distogliere l’attenzione di chi legge dal messaggio lanciato. Questo è uno degli elementi emersi dall’indagine di Social Bakers, che imputa proprio agli hashtag il calo del coinvolgimento del pubblico nei post pubblicati su Facebook.

In altre situazioni l’uso degli hashtag è consigliabile anche su Facebook. In alcune campagne di Brand Awareness un’idea interessante è quella di creare uno slogan e farlo diventare un hashtag virale per identificare il brand, come il #JustDoIt di Nike. In questa direzione, ad esempio, va anche il nuovo claim #JustAppear, con il quale noi di ARvis.it promuoviamo tutti i nostri servizi legati all’immagine online.

In conclusione, per impostare la giusta strategia per la scelta degli hashtag sui social media è necessario studiare il contesto, i competitors e conoscere alla perfezione la piattaforma sulla quale si opera. Se hai bisogno di una consulenza professionale, rivolgiti ad ARvis.it, che propone supporto e assistenza in tutte le fasi delle campagne di Social Media Marketing.


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