Cos’è la SERP e come funziona per comparire ai primi posti nei motori di ricerca

SERP
Condividi

Che cos’è la SERP? SERP(s) è l’acronimo di Search Engine Results Page(s) ovvero le pagine dei risultati del motore di ricerca.

Quando si ha bisogno di qualcosa, la prima mossa che si fa è sempre la stessa: si usa un motore di ricerca o, per meglio individuare la preferenza della maggior parte degli utenti, si ricerca su Google. Il motore di ricerca restituisce migliaia di risultati, in ordine tutt’altro che casuale.

Ecco, questa è la SERP: le pagine dei risultati del motore di ricerca in seguito ad una query.

Ma come funziona? In base a quale ordine vengono proposti i risultati e come è possibile scalare le posizioni? Sono tutte domande fondamentali a cui rispondere per capire come muoversi nel campo della SEO. D’altronde la visibilità online passa soprattutto dalla presenza sui motori di ricerca, in modo da farsi trovare dagli utenti in cerca proprio di un determinato servizio o prodotto.

Per questo, in questo approfondimento affrontiamo una delle tematiche più importanti per chi si occupa di SEO ovvero: quanto è importante essere ai primi posti di Google?

Come funziona la SERP?

Partiamo dalle basi. In Italia, e più in generale in occidente, quando si parla di motore di ricerca ci si riferisce a Google. Questo perché, secondo gli ultimi dati, Big G raccoglie il 92% del traffico globale. Per far capire l’importanza e il predominio di questo numero, basti sapere che il secondo motore di ricerca è Bing, a meno del 3%.

Che si tratti della ricerca di un ristorante o dell’ultimo modello di cellulare, di un evento storico di cui non si ricorda la data o della pagina Wikipedia di una celebrità, la risposta viene sempre cercata su Google. I risultati vengono mostrati sulla base delle parole chiave inserite o pronunciate dall’utente.

A quel punto il motore di ricerca filtra tutti i siti e le informazioni indicizzate nel suo immenso database e restituisce una serie di risposte.

Bisogna fare attenzione: la SERP non è univoca ed uguale per tutti. Facendo la stessa ricerca con device diversi, da posizioni diverse e in momenti differenti, i risultati saranno diversi. Questo perché le proposte di Google sono personalizzate in base ai nostri gusti, ai siti visitati e ai nostri interessi. Non solo, i risultati sono anche geolocalizzati sulla base delle attività precedenti. L’idea è quella di fornire un servizio il più preciso possibile, declinato su quelle che sono le informazioni che Google ha a disposizione.

SERP tra Adv e SEO

Una strategia di digital marketing non può non prevedere interventi e campagne pubblicitarie che permettano di comparire nelle prime posizioni della SERP. Bisogna infatti distinguere tra i risultati organici e quelli a pagamento. I primi sono quelli che compaiono in maniera automatica, che Google restituisce in base ai fattori di ranking. I secondi sono invece gli annunci, contrassegnati dalla sigla “ann.” a precederli, e si creano con Google Ads.

La SEO è la strategia che permette di ottimizzare i contenuti del proprio sito web in modo da farli comparire organicamente nelle prime posizioni.

Andando a lavorare sulla struttura del sito, un’attività SEO strategica e ben condotta permetterà di scalare le posizioni della SERP, andando a posizionare il sito tra i primi risultati per le keyword più importanti ma anche per tante parole chiave correlate a coda lunga che messe insieme possono generare un bel po’ di traffico sul sito. Questo permetterà di intercettare le richieste degli utenti, generando traffico di persone effettivamente interessate a quel dato contenuto. In altre parole, l’attività di ottimizzazione per il motore di ricerca permetterà di incontrare in maniera intelligente e non invasiva i potenziali clienti. Investire nell’attività SEO per ottimizzare il proprio sito è dunque la scelta ideale per garantirsi traffico e visibilità.

Comparire ai primi posti su Google: perché è importante

È piuttosto intuitivo capire perché è importante essere ai primi posti su Google.

Le prime tre posizioni sono quelle a ottenere più click: quei risultati sono subito visibili e quindi maggiormente visitati. Nel lontano 2005 fu condotto uno studio di eye-tracking per monitorare il comportamento dell’utente una volta atterrato sulla SERP. L’esito di questa ricerca fu il famosissimo “triangolo d’oro”: lo sguardo, e quindi l’attenzione, dell’utente si concentra sui primi tre risultati.

Le cose sono cambiate con l’avvento degli smartphone e i continui aggiornamenti di Google. Infatti, come detto poco sopra, le pagine di risultati non sono tutte uguali. Rimane però sempre valido il principio per cui comparire più in alto è importante per avere visibilità. È stato stimato come il primo risultato abbia un CTR del 33%. Scendendo di posizioni questo valore inevitabilmente scende. Per capire l’andamento, la seconda posizione ha un CTR di circa la metà. Il triangolo d’oro non è scomparso, esiste in una forma diversa: le prime tre posizioni attirano su di sé oltre il 66% dei click.

Le pagine dei risultati di ricerca non sono tutte uguali

Rimane da capire come Google restituisca questi risultati. L’ordine non è casuale e dipende da moltissimi fattori di ranking.

A tal proposito, l’ultimo aggiornamento Google sui Core Web Vitals è stato fatto per migliorare l’esperienza dell’utente durante la sua navigazione sul web. Questo ha inciso sulle strutture dei siti e di conseguenza sui loro posizionamenti nella SERP. In generale, gli algoritmi di Google premiano la pertinenza alla keyword, la leggibilità e la fruibilità del contenuto, ma sono davvero tanti i fattori di ranking.

A questo si aggiungono una serie di aggiornamenti e modifiche che Google ha apportato nel corso degli anni. Adesso i risultati non compaiono solo nella forma classica, con titolo, meta description e URL che rimanda a quel contenuto. Ci sono diversi formati e diverse modalità che il motore di ricerca restituisce in base alle situazioni.

Ad esempio, in alcuni casi compare il cosiddetto Knowledge Graph: un box laterale che contiene informazioni che Google estrae dai propri servizi (come Google Maps) e da fonti esterne (come Wikipedia). Questo pannello compare quando si cerca una città, una celebrità un evento storico, e fornisce delle informazioni semplici e immediate. Quando invece si effettua una ricerca sui prodotti, la parte alta della SERP è occupata dallo Shopping Panel: gli articoli presenti su Google Shopping compaiono immediatamente, con nome del prodotto e prezzo.

Questi sono solo alcuni esempi dei vari layout che la SERP può assumere, a seconda della ricerca, del device e dell’utente.

 

In conclusione, essere presenti nelle prime posizioni della SERP di Google è un’attività complessa ma anche imprescindibile da inserire all’interno di una strategia di Digital Marketing.

Per ottenere risultati concreti nella enorme arena competitiva di Google, e degli altri motori di ricerca, serve perciò un’Agenzia SEO esperta nel settore.

Contattaci per richiedere una strategia SEO su misura.


Condividi

X

Il nostro sito utilizza i cookie. Per conoscere nel dettaglio i cookie presenti e come disattivarli leggi la nostra informativa sull'uso dei cookies. Per acconsentire e fruire del sito clicca sul pulsante 'Accetto'.