Google MUM, il nuovo algoritmo di Google

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Google MUM, acronimo di Multitask Unified Model, è la tecnologia basata sull’intelligenza artificiale che potenzia l’algoritmo di ricerca di Google per restituire risultati sempre più pertinenti. Come cambia il modo di cercare informazioni su Internet e quali saranno i suoi effetti sulla SEO e sul digital marketing?

Sono anni che la big tech di Mountain View investe in IA per migliorare l’esperienza utente nella navigazione del web. Gli ultimi aggiornamenti di Google, infatti, vanno nella direzione della user experience, tanto nella fruizione dei siti web e di conseguenza nella loro struttura e funzionalità, quanto nell’attività stessa di ricerca.
Dopo l’aggiornamento della scorsa estate sui Core Web Vitals che mirava a migliorare l’esperienza utente sulle pagine web, ecco il nuovo algoritmo di ricerca per rendere le query più personali, veloci e intuitive. Google MUM propone di cambiare il modo stesso di effettuare ricerche su Internet, diventando “una nuova grossa pietra miliare”, stando alle parole di Pandu Nayak, responsabile dell’area Search di Google.

Il nuovo algoritmo Google MUM

Il nuovo algoritmo è l’evoluzione 1000 volte più performante di Google Bert (Bidirectional Encoder Representations from Transformers). Già con Bert Google aveva iniziato l’elaborazione del linguaggio naturale basandosi proprio su reti neurali. Infatti, Google Bert consisteva in un modello informatico che imitava il funzionamento neuronale umano nel processare le informazioni linguistiche, riprendendo gli studi di NLP (natural language processing). 

Con Google MUM questo processo di elaborazione trova un punto di arrivo straordinario. Secondo gli studi di Google, un utente impiega circa 8 query per trovare la risposta più soddisfacente alle sue domande complesse sul web. Con il nuovo algoritmo il processo di ricerca si fermerà ad una sola query, perché MUM restituirà in maniera rapida e veloce la risposta desiderata.

Non solo rapidità di esecuzione e pertinenza della SERP, ma anche multimedialità. Come detto MUM è l’acronimo di Multitask Unified Model, ovvero modello unificato di più operazioni svolte contemporaneamente. Questo significa, in parole più semplici, che l’algoritmo restituirà risultati in più formati, proponendo testi, immagini e video. In questo modo l’utente avrà a disposizione più materiale preciso e pertinente per soddisfare la sua ricerca.

Una questione di allenamento

Ma come si arriverà a questo risultato? Come può l’algoritmo rispondere in maniera così dettagliata anche a query complesse e magari confuse? Il segreto sta nell’allenamento dell’intelligenza artificiale che potenzia la ricerca e si migliora costantemente.

L’intelligenza artificiale svolgerà un training su 75 lingue diverse per capire nel dettaglio l’interazione tra i vari termini. L’obiettivo è quello di replicare il linguaggio umano, scritto e orale, affinché la ricerca su Internet sia sempre più simile a una conversazione. L’allenamento multilingua permette da un lato di cercare la risposta in qualunque pagina web, andando a scavalcare barriere linguistiche e geografiche; dall’altro di individuare e interpretare il search intent dell’utente, cogliendo esattamente lo scopo della sua ricerca. 

Trattandosi di AI, l’algoritmo è in grado di auto-migliorarsi, affinando costantemente i risultati di ricerca proposti. Ad ogni query svolta MUM si perfeziona, migliorando nell’interpretazione del search intent e di conseguenza nella SERP di risposta.

E la SEO?

Dopo i Core Web Vitals, anche Google MUM avrà un impatto sul posizionamento web dei siti. D’altronde, cambiando l’algoritmo di ricerca, è normale che anche i fattori di ranking e le posizioni nella SERP rientrino all’interno di nuovi parametri.

Google MUM darà ancora più importanza a pagine web ricche di contenuti e multimediali, nonché facilmente navigabili e veloci. 

Grande valore avranno, dunque, i blog: aprire un blog con un piano editoriale, dinamico, completo e basato su keyword strategiche sarà ancora più importante.


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